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SGUARDI ALTROVE FILMFESTIVAL

14° edizione
5 /11 marzo 2007
Milano

Lolite e streghe, maghe ed angeli. Dai corpi di belle e pudiche, maliziose, sfrontate e disinibite, a robot erotizzati e cyberg duplicati, disumanizzati, alla ricerca di una nuova umanità.
Leit motiv di Sguardi Altrove Film Festival 2007, il Corpo - femminile e maschile - visto nell’ottica della cinematografia internazionale e calato nella realtà contemporanea in cui si connota come rappresentazione simbolica di una condizione estetico/esistenziale, e al contempo espressione culturale legata ai fatti della Storia - il corpo violato, abusato, prigioniero - e significante di una fisicità in divenire, trasformata e tra(n)sfigurata.

Inaugurare la quattordicesima edizione è certo un traguardo. Una scommessa lanciata nel 1992 da Gabriella Guzzi, fondatrice di Donne Altrove, una vetrina di titoli a regia femminile che si è svolta per molti anni nello storico cinema De Amicis di Milano. Nel corso del tempo il palinsesto della manifestazione si è ampliato e la rassegna ha assunto i connotati di un vero e proprio festival, modificando il nome in Sguardi Altrove, nella prospettiva di un recupero semantico di una poetica specificatamente cinematografica, senza peraltro tradire la formula iniziale che voleva la promozione, la circolazione e la visibilità di documenti filmici che riflettessero sulla condizione della donna nel mondo.
Oggi Sguardi Altrove Film Festival, nell’anno europeo delle Pari Opportunità, festeggia il suo 14° compleanno (una sessantina i titoli in programmazione) - grazie anche alla fiducia e al sostegno delle istituzioni lombarde e cittadine, degli sponsor privati che cominciano a credere nella manifestazione e del pubblico che negli anni è sempre cresciuto - con delle novità significative: l’inclusione di opere a regia maschile che confluiscono nella sezione dedicata al documentario (le sezioni competitive restano rigorosamente a regia femminile), e in Sguardi incrociati, la sezione a cura di Gianni Canova - in collaborazione con la cattedra di Storia del Cinema dello IULM di Milano - che prende il via con tre titoli di registi di fama internazionale e si propone una riflessione che transiti dal ‘corpo oggetto’ al ‘corpo virtuale’.
Una decisione maturata nella convinzione che il confronto e il dialogo tra mondi differenti, costituiscano un’opportunità di crescita per la società civile.

Il cinema e il corpo nel cinema. Ma anche il corpo del cinema che ‘guarda’ la Storia e ‘attraversa’ il corpo/soggetto, cogliendolo come mistura esplosiva tra soma e psiche.
Un cinema che forse, già in ritardo con il rapido divenire della Storia, è ancora alla ricerca di una estetica che riesca a dare concretizzazione alla poliedricità del corpo della contemporaneità, mutante e smaterializzato, in alcuni casi asessuato, transgender, sdoppiato, tecnologizzato, virtuale e in ultima ratio, modificato che, in altri ambiti, si traduce nell’inadeguatezza del corpo anoressico e bulimico.

Ad ampliare lo sguardo sulla creatività femminile tout court - nuova formula di Sguardi Altrove 2007 - e sulle diverse declinazioni dello scambio culturale, artistico e sociale del mondo contemporaneo, il festival si apre ad altri linguaggi artistici che offrono nuove riflessione sul tema del Corpo.
Altra novità significativa di quest’anno, infatti, è la sezione parallela dedicata all’espressione artistica femminile declinata attraverso tasselli d’arte differenti, che si inaugura - dopo la proiezione in sala di Bellissime, spaccato storico/politico e artistico al femminile dagli anni ‘50 ad oggi, della documentarista italiana Giovanna Gagliardo - l’8 marzo, giornata internazionale dedicata a tutte le donne di tutti i tempi, alla Casa del Pane, splendido spazio espositivo che si affaccia su corso Buenos Aires, cuore commerciale milanese.
Dalla fotografia alla pittura e alla scultura, dalla videoarte alle performance teatrali, una ispirata al corpo e alle costrizioni della moda – Sens’azioni- quattro passi di libertà vigilata a cura dell’attrice milanese Marcella Viscione – l’altra alla Memoria del corpo, teatrodanza della coreografa Sisina Augusta, con i video dell’artista milanese Tiziana Cantarella.

In esposizione, tra le varie sezioni, Corpi in viaggio, mostra di grafica dai lavori selezionati del concorso rivolto agli studenti delle scuole di indirizzo, in collaborazione con KLM Airlines, sponsor tecnico della manifestazione; la mostra Polaroid - Corpi e immagine, curata da Photomovie di Claudio Canova, quaranta scatti alle donne piu belle e significative del cinema internazionale; e India sulla Pelle, la mostra fotografica a cura di Floriana Chailly che ha selezionato le opere di tre artiste, l’indiana Sheba Chhchhi, l’inglese Olivia Arthur e la giovanissima italiana Ludovica .Busnach, che da punti di vista diversi illustrano il rapporto tra il corpo e la cultura indiana.

India sulla Pelle si inscrive nell’ ambito dell’Omaggio all’ India che il festival quest’anno dedica alla creatività artistica e alla cinematografia indiana, con la proiezione di otto titoli (lungometraggi, corti e documentari) di autrici indiane (Tanuja Chandra, Pooja Bhatt, Pushpmala N) e che presenta, tra gli altri, in seconda nazionale, The Namesake, l’ultimo film della grande regista indiana Mira Nair che ritorna sui luoghi d’origine, per recuperare riti e tradizioni del suo paese.

L’inaugurazione del festival si apre alla Scatola Magica - Teatro Strehler, in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano - con ‘Voci di donne: corpi del terzo millennio’, primo momento di riflessione teorica/visiva a partire dal tema di quest’anno che sarà indagato dalle rappresentanti di linguaggi differenti: da quello di Alka Pande, scrittrice e curatrice d’arte indiana che parlerà del rapporto tra la sua cultura, il corpo e il kamasutra; al linguaggio del corpo mediatico di Paola Barale, conduttrice televisiva che ha voluto smaterializzare la sua bellezza, scegliendo di essere protagonista di Broadcast, cortometraggio della filmaker milanese Laura Chiossone che porta sullo schermo la dissoluzione del corpo estetico, fino al recupero dell’essenzialità; dal rapporto tra corpo e la danza con la presenza della coreografa e ballerina Sisina Augusta; al corpo dell’attore della intensa e brava attrice Anna Bonaiuto, interprete straordinaria a cui il festival attribuisce anche la terza edizione del Premio Forme del Cinema, rivolto ad autrici che transitano in ruoli e mestieri differenti.

Anche la sezione competitiva nuovi sguardi, _concorso internazionale lungometraggi, ha come tema il corpo nelle sue possibili esplorazioni. Tra gli otto titoli in lizza, quattro opere prime, tra cui, in anteprima nazionale ‘Das Fraulein’ di Andrea Staka, Pardo d’Oro, Locarno 2006; In between days, della coreana So Yong Kim, storia di amore e integrazione nella New York di oggi; e due opere seconde, Gisele, della regista tedesca Isabelle Stever, storia di un triangolo amoroso e Chand Rooz Ba’d, interessante lavoro della regista iraniana Niki Karimi, gia assistente di Abbas Kiarostami, ambientato a Terahan dei nostri giorni.
Il festival rinnova la sua attenzione nei confronti del cinemai italiano con il concorso sguardi (s)confinati (sei lavori di fiction e due documentari), ricognizione delle giovani promesse del cinema italiano indipendente che porta sullo schermo lo spiazzamento e la costante ricerca di un’identità dei giovani di oggi e del corpo/cinema che si interroga sulla sua stessa natura; e con il consueto appuntamento con i Mestieri del Cinema che quest’anno ha come riflessione il corpo come espressione esteriore, e che vede la presenza della costumista Lia Morandini e quella della doppiatrice Ludovica Modugno,, rappresentante di una professione, spesso contestata. ma fondamentale per una significativa parte del pubblico italiano, che mette al centro il corpo come strumento ‘fonico’, cassa di risonanza che amplifica e dà vita al corpo dell’attore.

L’ attenzione al contesto regionale si riconferma con il concorso lo sguardo delle donne, dedicato alle autrici operanti in area lombarda ed ispirato alla tematica corpi metropolitani, che presenta titoli di generi differenti di una levità, in alcuni casi quasi surreale, spesso sconfinanti nella videoarte.

L’interessa del festival allo sguardo documentario si riconferma ospitando, sia una selezione italiana, sia opere di provenienza internazionale che offrono un’ampia riflessione sul tema del corpo visto come prodotto da vendere e da esibire, come luogo/significante di identità fisica e geografica, come destinatario di violenza, abuso, prigionia ed alienazione. In programma circa trenta titoli che spaziano dalla violazione dei diritti umani in Manipur, dell’ indiana Sutapa Deb, al video diario di Mai Masri che racconta i fermenti della giovane società libanese all’indomani dell’assassinio dei primo ministro Rafik Hariri; dal racconto della giovane regista svedese (di origini palestinesi) sulla prima terrorista dell’aria che ha dirottato un aereo per ordine del Fronte Nazionale della Palestina, alle lotta per la giustizia di due donne magistrato nella piccola città di Kumba in Camerun e la creatività di chi nulla possiede e diventa acrobata, mangiafuoco e saltimbanco, esibendosi ai semafori per guadagnarsi da vivere, della colombiana Liliana Velez.
Ospite della manifestazione è quest’anno Sara Zappulla Muscarà, storica del teatro e del cinema, docente all’Università di Catania, che nell’ambito del festival premierà Elisabetta Sgarbi, autrice da anni presente al festival e presente anche in questa edizione nella sezione documentario italiano, con il Premio Nino Martoglio, per il documentario Tresigallo. Dove il marmo è zucchero, diretto dalla regista, e a pari merito lo scrittore Diego Marani, premio per la Letteratura, autore insieme ad Elisabetta Sgarbi del soggetto e della sceneggiatura del film.


Patrizia Rappazzo
Direzione artistica Sguardi Altrove